Giovedì scorso è andata in scena una pantomima indegna in Aula Consiliare.
Lo spettacolo di cabaret proposto dall'Amministrazione Comunale prevedeva l'intervento di alcuni sedicenti tecnici della società ProIter, incaricata dalla Milano-Serravalle di predisporre un progetto alternativo a quello preliminare della Rho-Monza che prevede uno scavalco della Milano-Meda in viadotto. Questo per dare ai cittadini elementi certi, tecnici, incontrovertibili su cui valutare fattibilità ed utilità di una opzione di interramento.
Non ho nessuna ragione di intentare un processo alle intenzioni della maggioranza. Diamo quindi per buono lo spirito sotteso. Quello che lascia perplessi però è stata la conduzione dello show da parte dei suddetti tecnici. L'impressione è stata quasi che si volesse costruire un ragionamento apparentemente logico ed obbiettivo, e quindi incontestabile, volto però a dimostrare una verità precostituita e cioè che l'interramento non si può fare perché troppo costoso e per giunta peggiorativo sotto il profilo sanitario-ambientale (sic!). Ripeto, è solo un'impressione, per carità: so anch'io, essendolo a mia volta, che un tecnico deve limitarsi a fornire elementi oggettivi esplicativi di una determinata soluzione - per l'appunto - tecnica o di un ventaglio di opzioni - per l'appunto - tecniche alternative, senza farsi distogliere da valutazioni che non siano - per l'appunto - tecniche, ma la sensazione di disorientamento rimane.
Due i punti veramente incomprensibili a mio giudizio, i quali però finiscono per orientare in modo sostanziale il giudizio finale negativo verso il progetto alternativo e che hanno gettato anche i cittadini presenti - non tecnici - nello sconforto.
Il primo riguarda l'inserimento della complanare all'interno del progetto alternativo. La sua necessità è stata argomentata in modo confuso, fumoso. Si è fatto riferimento alle solite matrici origine-destinazione ma chiunque abbia avuto modo di trattare simili tematiche sa benissimo come da questo tipo di elaborazioni pseudo-oggettive si possa far saltare fuori, in buona o cattiva fede, qualsiasi elemento di supporto a qualsiasi tesi precostituita. Quel che è certo è che il suo inserimento fa lievitare ENORMEMENTE la spesa della soluzione alternativa: perché non presentare allora due ipotesi alternative, una con complanare e l'altra senza ???
Il secondo riguarda la presentazione che è stata fatta dei dati di impatto ambientale. Ho avuto la percezione netta che si "giocasse" sui dati in modo da andare ad evidenziare proprio gli indicatori sfavorevoli alla soluzione alternativa. Si è posto infatti l'accento sulle CONCENTRAZIONI agli imbocchi del tunnel, che ovviamente sono previste alte: ma non è stato fatto notare che dalla mappa si evinceva chiaramente che tali concentrazioni all'imbocco, sottoposte alla diluizione dell'atomsfera, CALAVANO DRASTICAMENTE nel giro di poche decine di metri dagli imbocchi stessi !!! E poi perché nessuno ha fatto notare come in realtà le concentrazioni cambino (ed in meglio, peraltro, sulla gran parte del tracciato alternativo), ma i volumi di emissioni rimangano ovviamente uguali ??? Si è trattato, in sostanza, di un gioco delle tre carte inaccettabile.
Possiamo poi entrare nel tecnico e chiederci perché l'opera alternativa è stata ingiustificatamente sovradimensionata (dimensione della canna, lunghezza tracciato, numero, posizione e tecnica costruttiva delle piazzole di emergenza, ecc.), ma non è questo il punto: a me pare che si sia cercato di disinnescare ed azzoppare, con argomentazioni ammantate di obiettività in quanto espresse da sedicenti tecnici, un'opzione - quella dell'interramento - che forse in realtà non si vuole nemmeno prendere in considerazione. Perché non si vuole prendere seriamente in considerazione l'opzione interramento della Rho-Monza?
Noi in questa sede ci sentiamo di esprimere nuovamente un auspicio: che l'Amministrazione Comunale sia in grado, sulla vicenda della Rho-Monza, di tutelare gli interessi dei cittadini della comunità padernese, e non si limiti invece a dare copertura in loco a scelte politiche prese in altra sede, e scelga quindi di agire con spirito di servizio e non con spirito di parte volto forse a gratificare i referenti politici nelle alte sfere provinciali e regionali.
Il cabaret dell'altra sera, spiace dirlo, va in un'altra direzione.
mercoledì 21 aprile 2010
sabato 6 marzo 2010
Le dichiarazioni di Alparone alle prese con il principio di non contraddizione
Una cittadina padernese chiede lumi sul cumulo di falsità propagandistiche che contraddistingue le dichiarazioni del nostro sindaco Alparone, con una lettera aperta pubblicata sia sul Notiziario di oggi che sul seguente blog: http://padernoforum.blogspot.com/2010/03/alparone-e-la-cattiva-gestione-del.html
Che aggiungere? Nulla: la signora Anita Rimoldi ha svolto delle argomentazioni ineccepibili e totalmente condivisibili.
Ci permettiano di aggiungere solo la considerazione che i cittadini padernesi si stanno forse svegliando. Le bugie hanno le gambe corte, la cialtronaggine ha il fiato corto.
Che aggiungere? Nulla: la signora Anita Rimoldi ha svolto delle argomentazioni ineccepibili e totalmente condivisibili.
Ci permettiano di aggiungere solo la considerazione che i cittadini padernesi si stanno forse svegliando. Le bugie hanno le gambe corte, la cialtronaggine ha il fiato corto.
domenica 28 febbraio 2010
La disastrosa eredità lasciata dalla precedente amministrazione...
Leggo su Il Notiziario di questa settimana la seguente dichiarazione del sindaco Alparone: "Stiamo lavorando per chiudere le situazioni più complesse e difficili, ma l'eredità ricevuta è pesante e sicuramente non ci aiuta a realizzare come vorremmo il programma di mandato."
Più avanti si parla di un "grido di dolore" del sindaco "per i buchi (così li definisce) con cui la sua amministrazione si è trovata alle prese appena si è insediata alla guida del municipio".
Segue elenco vago e contraddistinto dalla consueta malafede e partigianeria da "campagna elettorale".
Caro Sindaco, mi ha veramente stancato (e probabilmente se non stessi scrivendo su un blog pubblico userei una espressione diversa): convochi una assemblea pubblica in cui la Sua virtuosa giunta e specialmente il competente e cortese assessore Ruzzon ci spieghino finalmente con numeri precisi - quelli presi dai bilanci degli ultimi anni - in cosa consista la pesante eredità di cui blaterate ormai in ogni occasione.
Se saprete essere chiari e convincenti, sarò il primo a riconoscere che avevate ragione.
Altrimenti, caro sindaco, taccia per favore su questo argomento. Per sempre.
Più avanti si parla di un "grido di dolore" del sindaco "per i buchi (così li definisce) con cui la sua amministrazione si è trovata alle prese appena si è insediata alla guida del municipio".
Segue elenco vago e contraddistinto dalla consueta malafede e partigianeria da "campagna elettorale".
Caro Sindaco, mi ha veramente stancato (e probabilmente se non stessi scrivendo su un blog pubblico userei una espressione diversa): convochi una assemblea pubblica in cui la Sua virtuosa giunta e specialmente il competente e cortese assessore Ruzzon ci spieghino finalmente con numeri precisi - quelli presi dai bilanci degli ultimi anni - in cosa consista la pesante eredità di cui blaterate ormai in ogni occasione.
Se saprete essere chiari e convincenti, sarò il primo a riconoscere che avevate ragione.
Altrimenti, caro sindaco, taccia per favore su questo argomento. Per sempre.
martedì 22 dicembre 2009
Buon Natale!
Caro signor Sindaco,
il Natale è alle porte e, con esso, si avvicina il momento in cui le persone esprimono i migliori auspici per il futuro, con atteggiamento benevolo e speranzoso.
Nel caso della Sua Amministrazione, tuttavia, speriamo che il florilegio di buone intenzioni in cui vi siete sinora prodotti ad ogni piè sospinto ceda finalmente il passo a qualche atto concreto e tangibile.
Paderno Dugnano è infatti una città ed una comunità alle prese con svariate problematiche sia di respiro locale sia legate a dinamiche di carattere più nazionale, prima fra tutte la crisi economica che è ancora tutt'altro che alle nostre spalle, nonostante quello che i cantori prezzolati dell'attuale regime ci propinano di continuo da televisioni e giornali.
La nostra città necessita di decisori seri, capaci, tempestivi nell'affrontare le sfide quotidiane che caratterizzano l'attività di amministrazione di una grande ed operosa comunità.
E' tra l'altro una città che vanta una solida tradizione di buongoverno, che possiamo facilmente toccare con mano quotidianamente nella fruizione del nostro territorio ed anche confrontando il livello di servizi e dotazioni di Paderno Dugnano con realtà locali limitrofe.
Le elezioni Amministrative si sono svolte a giugno di quest'anno. I canonici 100 giorni sono già passati, ci avviciniamo anzi ai 200 giorni (che cadranno proprio alla vigilia di Natale), ma con grande rammarico - perché anche noi di IdV, pur essendo all'opposizione, abbiamo a cuore le sorti della nostra città - dobbiamo constatare che sia il Consiglio Comunale che l'Amministrazione continuano a girare a vuoto.
Caro signor Sindaco, ci permetta di dirle che è ora di passare dalle parole ai fatti, perché di fatti concreti sinora non ne abbiamo visto nemmeno uno.
La dialettica in Consiglio Comunale è assorbita al 90% da dilanianti discussioni e rimpalli di responsabilità con l'Amministrazione precedente. Questo impedisce al Consiglio di discutere ed affrontare i veri problemi. Ribadiamo anche in questa occasione e come sempre il nostro apprezzamento per l'operato della giunta Massetti, tuttavia desidereremmo sottrarci d'ora in poi da questa logica perversa di continui rimandi polemici tra passato e presente. Vogliamo guardare al futuro di Paderno Dugnano. Riteniamo che questo continuo vociare assordante - da ambo le parti - di affermazioni spesso propagandistiche e prive di spessore e fondatezza debba finire, perché ciò occulta i problemi reali ed impedisce di trovare le soluzioni.
Detto ciò, siamo però a chiederLe di usare maggiore onestà intellettuale nelle sue affermazioni, ad esempio evitando di lamentarsi continuamente della situazione di cassa del Comune ereditata dalla precedente Amministrazione quanto tutti sappiamo che le cose non stanno così. Al fine di dirimere la questione in maniera ultimativa, le proponiamo l'istituzione di una due diligence formata da professionisti super partes che possa valutare, rapidamente e obbiettivamente, la situazione patrimoniale e finanziaria dell'Ente da Lei amministrato ed in grado di individuare con chiarezza le cause di eventuali sbilanci che dovessero essere evidenziati. Ma temiamo che Lei non aderirà a questa nostra proposta perché ciò la priverebbe dell’unica arma con cui conduce la Sua lotta politica, ovvero la propaganda demagogica non supportata da fatti concreti, ma dai soliti slogan – riciclati dalla discussione politica nazionale - triti e ritriti contro la sinistra “per male” ecc.ecc.ecc.
Caro Signor Sindaco, le Sue parole d’ordine in campagna elettorale erano sicurezza, sicurezza e sicurezza. Ma non ci pare che oggi Paderno Dugnano sia una città più sicura, se stiamo a vedere quanto riportano i giornali locali o se ci basiamo sulle continue testimonianze dirette di episodi di criminalità diffusa. Prevediamo già la Sua risposta, ovvero che l’organico di polizia municipale è quello che è, che Lei non ha la facoltà di disporre delle forze del’ordine, che le risorse finanziarie sono limitate, insomma tutta quella serie di giustificazioni in parte anche condivisibili che però non avete mai concesso alla passata Amministrazione.
Questo ovviamente è solo un esempio per farLe capire che amministrare un comune come Paderno Dugnano non è una cosa facile, e che quindi un po’ più di umiltà e cautela nel giudicare gli altri non guastava e non guasterebbe. L’importante è che la propria azione sia sempre guidata dalla ricerca del bene comune e non da interessi di parte e da un amore per la propria comunità di appartenenza, che è costituita da TUTTI i cittadini e non solo quelli della propria parte politica. Non mancheremo mai di ricordarLe, infatti, che Lei è stato eletto al primo turno grazie a SOLI 165 voti, e che pertanto è lecito aspettarsi da Lei rispetto anche per tutti i padernesi che NON l’hanno votata. Governare non significa sovvertire l’ordine delle cose preesistenti per puro spirito di contraddizione ed inutile puntiglio (come avvenuto con il colore della Calderina), ma calarsi nel quotidiano di tutti i cittadini, senza cappelli di partito, ed operare per il bene di tutti loro, nessuno escluso.
In questo Natale di operazioni “White Christmas” leghiste, tanto distanti dal sentimento di carità cristiana che proprio il Natale dovrebbe risuscitare e ravvivare, chiudiamo con un augurio - che trae spunto dalla parte migliore e più autentica della tradizione cattolica, ovvero quella che predica e pratica l'accoglienza e non la discriminazione - di un Buon Natale espresso in alcune lingue di paesi dilaniati da conflitti ed odi che sembrano insanabili e che invece speriamo trovino presto una soluzione ragionevole, condivisa e giusta: Iracheno (Arabo): Idah Saidan Wa Sanah Jadidah; Ebraico: Mo'adim Lesimkha, Chena tova; Afghano: Saale Nao Mubbarak; Iraniano: Saleh ora mobarak; Italiano: Buon Natale.
il Natale è alle porte e, con esso, si avvicina il momento in cui le persone esprimono i migliori auspici per il futuro, con atteggiamento benevolo e speranzoso.
Nel caso della Sua Amministrazione, tuttavia, speriamo che il florilegio di buone intenzioni in cui vi siete sinora prodotti ad ogni piè sospinto ceda finalmente il passo a qualche atto concreto e tangibile.
Paderno Dugnano è infatti una città ed una comunità alle prese con svariate problematiche sia di respiro locale sia legate a dinamiche di carattere più nazionale, prima fra tutte la crisi economica che è ancora tutt'altro che alle nostre spalle, nonostante quello che i cantori prezzolati dell'attuale regime ci propinano di continuo da televisioni e giornali.
La nostra città necessita di decisori seri, capaci, tempestivi nell'affrontare le sfide quotidiane che caratterizzano l'attività di amministrazione di una grande ed operosa comunità.
E' tra l'altro una città che vanta una solida tradizione di buongoverno, che possiamo facilmente toccare con mano quotidianamente nella fruizione del nostro territorio ed anche confrontando il livello di servizi e dotazioni di Paderno Dugnano con realtà locali limitrofe.
Le elezioni Amministrative si sono svolte a giugno di quest'anno. I canonici 100 giorni sono già passati, ci avviciniamo anzi ai 200 giorni (che cadranno proprio alla vigilia di Natale), ma con grande rammarico - perché anche noi di IdV, pur essendo all'opposizione, abbiamo a cuore le sorti della nostra città - dobbiamo constatare che sia il Consiglio Comunale che l'Amministrazione continuano a girare a vuoto.
Caro signor Sindaco, ci permetta di dirle che è ora di passare dalle parole ai fatti, perché di fatti concreti sinora non ne abbiamo visto nemmeno uno.
La dialettica in Consiglio Comunale è assorbita al 90% da dilanianti discussioni e rimpalli di responsabilità con l'Amministrazione precedente. Questo impedisce al Consiglio di discutere ed affrontare i veri problemi. Ribadiamo anche in questa occasione e come sempre il nostro apprezzamento per l'operato della giunta Massetti, tuttavia desidereremmo sottrarci d'ora in poi da questa logica perversa di continui rimandi polemici tra passato e presente. Vogliamo guardare al futuro di Paderno Dugnano. Riteniamo che questo continuo vociare assordante - da ambo le parti - di affermazioni spesso propagandistiche e prive di spessore e fondatezza debba finire, perché ciò occulta i problemi reali ed impedisce di trovare le soluzioni.
Detto ciò, siamo però a chiederLe di usare maggiore onestà intellettuale nelle sue affermazioni, ad esempio evitando di lamentarsi continuamente della situazione di cassa del Comune ereditata dalla precedente Amministrazione quanto tutti sappiamo che le cose non stanno così. Al fine di dirimere la questione in maniera ultimativa, le proponiamo l'istituzione di una due diligence formata da professionisti super partes che possa valutare, rapidamente e obbiettivamente, la situazione patrimoniale e finanziaria dell'Ente da Lei amministrato ed in grado di individuare con chiarezza le cause di eventuali sbilanci che dovessero essere evidenziati. Ma temiamo che Lei non aderirà a questa nostra proposta perché ciò la priverebbe dell’unica arma con cui conduce la Sua lotta politica, ovvero la propaganda demagogica non supportata da fatti concreti, ma dai soliti slogan – riciclati dalla discussione politica nazionale - triti e ritriti contro la sinistra “per male” ecc.ecc.ecc.
Caro Signor Sindaco, le Sue parole d’ordine in campagna elettorale erano sicurezza, sicurezza e sicurezza. Ma non ci pare che oggi Paderno Dugnano sia una città più sicura, se stiamo a vedere quanto riportano i giornali locali o se ci basiamo sulle continue testimonianze dirette di episodi di criminalità diffusa. Prevediamo già la Sua risposta, ovvero che l’organico di polizia municipale è quello che è, che Lei non ha la facoltà di disporre delle forze del’ordine, che le risorse finanziarie sono limitate, insomma tutta quella serie di giustificazioni in parte anche condivisibili che però non avete mai concesso alla passata Amministrazione.
Questo ovviamente è solo un esempio per farLe capire che amministrare un comune come Paderno Dugnano non è una cosa facile, e che quindi un po’ più di umiltà e cautela nel giudicare gli altri non guastava e non guasterebbe. L’importante è che la propria azione sia sempre guidata dalla ricerca del bene comune e non da interessi di parte e da un amore per la propria comunità di appartenenza, che è costituita da TUTTI i cittadini e non solo quelli della propria parte politica. Non mancheremo mai di ricordarLe, infatti, che Lei è stato eletto al primo turno grazie a SOLI 165 voti, e che pertanto è lecito aspettarsi da Lei rispetto anche per tutti i padernesi che NON l’hanno votata. Governare non significa sovvertire l’ordine delle cose preesistenti per puro spirito di contraddizione ed inutile puntiglio (come avvenuto con il colore della Calderina), ma calarsi nel quotidiano di tutti i cittadini, senza cappelli di partito, ed operare per il bene di tutti loro, nessuno escluso.
In questo Natale di operazioni “White Christmas” leghiste, tanto distanti dal sentimento di carità cristiana che proprio il Natale dovrebbe risuscitare e ravvivare, chiudiamo con un augurio - che trae spunto dalla parte migliore e più autentica della tradizione cattolica, ovvero quella che predica e pratica l'accoglienza e non la discriminazione - di un Buon Natale espresso in alcune lingue di paesi dilaniati da conflitti ed odi che sembrano insanabili e che invece speriamo trovino presto una soluzione ragionevole, condivisa e giusta: Iracheno (Arabo): Idah Saidan Wa Sanah Jadidah; Ebraico: Mo'adim Lesimkha, Chena tova; Afghano: Saale Nao Mubbarak; Iraniano: Saleh ora mobarak; Italiano: Buon Natale.
martedì 1 dicembre 2009
lunedì 23 novembre 2009
L'acqua è pubblica
Il parlamento ha approvato una assurda legge che rende privata l'acqua del rubinetto: in sintesi, la legge sancisce che le società di gestione dell'acqua non possano avere più del 30% di capitale pubblico.
Tutto questo in nome dell'efficienza, della fissazione esasperata di introdurre logiche aziendalistiche tout-court nella gestione della cosa pubblica. Ma a chi ragiona in questo modo gretto ed ottuso, sfugge un concetto fondamentale, ovvero che l'acqua, come l'aria che respiriamo, come l'ambiente in cui viviamo, è patrimonio di tutti, è un diritto naturale dell'uomo. Non può essere costretta entro logiche di business.
Purtroppo l'italiano medio ha già assunto da alcuni anni un rapporto distorto con la risorsa "acqua": gli italiani sono infatti i primi consumatori di acqua minerale non solo in Europa ma in tutto il mondo. Il consumo medio pro capite, che nel 1988 era di 80 litri, nel 2003 si è più che raddoppiato passando a 182 litri, con un incremento pari al 115%. Da notare che nel resto dell’Europa occidentale si è passati da 50,2 litri, sempre nel 1988, ai 103 litri del 2002 con un incremento del 106%. (fonte Beverfood). Questo consumo esagerato di acqua minerale è nella maggior parte dei casi privo di senso, giacché la stragrande maggioranza delle acque di rubinetto è perfettamente potabile, e spesso di qualità superiore alla media delle acque minerali in commercio. A difesa dell'italiano medio, possiamo dire che esistono in effetti alcune situazioni locali dove l'acqua di rubinetto risulta imbevibile, o addirittura assente (!); un'altro motivo di tale comportamento è rappresentato dal bombardamento mediatico/pubblicitario che lentamente induce l'adozione acritica di modelli di consumo ritenuti "vincenti" da parte dei cittadini, ivi compresa la bottiglia d'acqua (e di plastica) sul tavolo.
Ma se andiamo al sodo della questione, cosa ci aspettiamo da chi gestisce l'acqua pubblica? Qual'è l'interesse del cittadino di fronte alla vicenda? E' forse che venga sviluppato un business, che venga distribuito un utile a degli azionisti? No, l'interesse del cittadino è di avere a disposizione acqua potabile a costi ragionevoli. Chi fa dell'acqua un business antepone la creazione di un utile alle esigenze dei cittadini, e conseguentemente deve andare a fare profitti ad ogni costo, alzare la quotazione delle azioni, mantenere le tubature rotte per evitare di fare riparazioni costose, alzare il prezzo dell’acqua per garantire gli utili agli azionisti. E' la stessa logica perversa della gestione aziendalistica del ciclo dei rifiuti, dove le aziende energetiche che gestiscono un termovalorizzatore NON HANNO INTERESSE al fatto che la raccolta differenziata prenda piede, perchè questo gli ruba combustibile prezioso !!! (poco importa se poi si producono le diossine, l'importante è fare utile). Idem per certe degenerazioni della sanità privata convenzionata (caso Santa Rita, dove dall'inchiesta pare emergere che si utilizzassero chiodi chirurgici infetti in operazioni di ortopedia su persone anziane per recuperare il costo del chiodo stesso, erroneamente reso non sterile in precedenza da un operatore della clinica).
Insomma, esistono alcuni ambiti in cui la logica del profitto non è applicabile. Innanzitutto perchè non è morale, e svia l'azione dai giusti obiettivi. Quasi sempre poi si rivela anche economicamente non conveniente per il cittadino: dove c’è stata una gestione privata dell'acqua c’è sempre stato un aumento del prezzo. Alla faccia dell'efficienza!
Tutto questo in nome dell'efficienza, della fissazione esasperata di introdurre logiche aziendalistiche tout-court nella gestione della cosa pubblica. Ma a chi ragiona in questo modo gretto ed ottuso, sfugge un concetto fondamentale, ovvero che l'acqua, come l'aria che respiriamo, come l'ambiente in cui viviamo, è patrimonio di tutti, è un diritto naturale dell'uomo. Non può essere costretta entro logiche di business.
Purtroppo l'italiano medio ha già assunto da alcuni anni un rapporto distorto con la risorsa "acqua": gli italiani sono infatti i primi consumatori di acqua minerale non solo in Europa ma in tutto il mondo. Il consumo medio pro capite, che nel 1988 era di 80 litri, nel 2003 si è più che raddoppiato passando a 182 litri, con un incremento pari al 115%. Da notare che nel resto dell’Europa occidentale si è passati da 50,2 litri, sempre nel 1988, ai 103 litri del 2002 con un incremento del 106%. (fonte Beverfood). Questo consumo esagerato di acqua minerale è nella maggior parte dei casi privo di senso, giacché la stragrande maggioranza delle acque di rubinetto è perfettamente potabile, e spesso di qualità superiore alla media delle acque minerali in commercio. A difesa dell'italiano medio, possiamo dire che esistono in effetti alcune situazioni locali dove l'acqua di rubinetto risulta imbevibile, o addirittura assente (!); un'altro motivo di tale comportamento è rappresentato dal bombardamento mediatico/pubblicitario che lentamente induce l'adozione acritica di modelli di consumo ritenuti "vincenti" da parte dei cittadini, ivi compresa la bottiglia d'acqua (e di plastica) sul tavolo.
Ma se andiamo al sodo della questione, cosa ci aspettiamo da chi gestisce l'acqua pubblica? Qual'è l'interesse del cittadino di fronte alla vicenda? E' forse che venga sviluppato un business, che venga distribuito un utile a degli azionisti? No, l'interesse del cittadino è di avere a disposizione acqua potabile a costi ragionevoli. Chi fa dell'acqua un business antepone la creazione di un utile alle esigenze dei cittadini, e conseguentemente deve andare a fare profitti ad ogni costo, alzare la quotazione delle azioni, mantenere le tubature rotte per evitare di fare riparazioni costose, alzare il prezzo dell’acqua per garantire gli utili agli azionisti. E' la stessa logica perversa della gestione aziendalistica del ciclo dei rifiuti, dove le aziende energetiche che gestiscono un termovalorizzatore NON HANNO INTERESSE al fatto che la raccolta differenziata prenda piede, perchè questo gli ruba combustibile prezioso !!! (poco importa se poi si producono le diossine, l'importante è fare utile). Idem per certe degenerazioni della sanità privata convenzionata (caso Santa Rita, dove dall'inchiesta pare emergere che si utilizzassero chiodi chirurgici infetti in operazioni di ortopedia su persone anziane per recuperare il costo del chiodo stesso, erroneamente reso non sterile in precedenza da un operatore della clinica).
Insomma, esistono alcuni ambiti in cui la logica del profitto non è applicabile. Innanzitutto perchè non è morale, e svia l'azione dai giusti obiettivi. Quasi sempre poi si rivela anche economicamente non conveniente per il cittadino: dove c’è stata una gestione privata dell'acqua c’è sempre stato un aumento del prezzo. Alla faccia dell'efficienza!
sabato 21 novembre 2009
Consiglio Comunale on-line
Come promesso durante la campagna elettorale, stiamo portando avanti la proposta di trasmettere on-line tutti i Consigli Comunali di Paderno Dugnano.
Questo progetto faceva parte anche del programma del Sindaco Alparone ma, nonostante la sua giunta si sia insediata a Giugno e si siano tenute gia' cinque assemblee consiliari, ad oggi non e' ancora comparsa nessuna webcam!Per sottoporre nuovamente al signor Sindaco questa problematica, il nostro consigliere, Maurizio Cerioni, ha presentato un'interpellanza durante l'ultimo consiglio comunale del 19 novembre, nella quale si chiedeva se c'era la reale intenzione di trasmettere on-line le sedute e quando si sarebbe provedduto in tal senso.
Nella sua risposta il signor Sindaco ha confermato l'intenzione di intraprendere uno studio di fattibilita' per la realizzazione di questo progetto, ma non ha specificato le tempistiche.
Non ritenendoci soddisfatti di questa risposta, abbiamo replicato chiedendo maggior chiarezza sulla tempistica di realizzazione di un progetto che, non solo comporta bassissimi oneri, ma non richiede strutture o personale altamente specializzato.
A questa seconda richiesta il signor Sindaco ha risposto invitandoci a presentare noi stessi un progetto, con relativo preventivo, cosa che faremo al piu' presto!
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